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LA QUESTIONE MEDICO-LEGALE in ODONTOIATRIA

   Introdurre un argomento delicato come quello relativo alle questioni medico-legali non è facile, tenendo conto della delicatezza del problema e della sua vastità.
   Il ruolo che il medico generico che ha optato per l’odontoiatria o l’odontoiatra o infine lo specialista in odontostomatologia (svilupperemo con successive riflessioni la ragione di queste distinzioni tra figure professionali) possono avere all’interno di un problema medico-legale è vario, ma è doveroso conoscerlo in tutti i suoi aspetti.
   Si può essere chiamati in causa per un semplice certificato peritale o per una perizia di parte (Consulente Tecnico di Parte, CTP) oppure come periti del tribunale (Consulente Tecnico di Ufficio-CTU) o, nella più deprecata ipotesi, come oggetto della richiesta di un risarcimento.
   In tutti questi ruoli esiste una condotta ben codificata che non sempre i Colleghi conoscono. Allo scopo di introdurre questo servizio di consulenza medico-legale on-line, faremo alcuni esempi relativi a quesiti che quotidianamente ci vengono posti dai Colleghi meno esperti in odontoiatria forense.

  1. Qual é l’iter che normalmente percorre un contenzioso tra medico e paziente?

       Solitamente la contestazione delle cure avviene dopo che un altro Collega ha detto e scritto che tutto il trattamento od una parte di esso non erano stati fatti a regola d’arte e pertanto viene chiesto un risarcimento di cui viene indicato l’importo. In questa fase il Collega informa la compagnia assicuratrice con cui ha stipulato la polizza. Se il collega ammette la mancata appropriatezza delle sue cure, la compagnia, dopo aver chiesto la congruità del risarcimento richiesto ad un suo perito di fiducia, salderà il paziente. In questo caso la questione viene risolta in via extragiudiziale, cioè senza l’intervento di un giudice. Altrimenti inizia un percorso giudiziario che porterà alla nomina dei vari CTU e CTP durante il quale il Collega sarà assistito dal legale della compagnia assicuratrice. Spesso rimaniamo stupiti dal fatto che alcuni Colleghi manifestano una certa reticenza ad informare da subito la propria assicurazione, rinunciando in questo modo ad un’assistenza legale ben motivata e qualificata, fin dalle prime fasi della contestazione.
       Bisogna assolutamente sottolineare che il modo migliore per gestire un contenzioso è quello di prevenirlo. Sappiamo che la maggior parte delle controversie che finiscono in tribunale sono accompagnate ad una perdita del normale rapporto di fiducia tra medico e paziente spesso provocata da una posizione poco conciliante da parte del professionista.

  2. Come ci si deve contenere quando un paziente ci richiede delle prestazioni che si sono rese necessarie a seguito di un infortunio per il quale, ci riferisce, interverrà la copertura assicurativa?

       Spiegate al paziente che il contratto di cura è tra Lui e Voi e che il rapporto con l’assicurazione non deve riguardare voi, ma il paziente. Questo atteggiamento apparentemente rigido si rende necessario perché troppe volte abbiamo assistito alle difficoltà di alcuni Colleghi che hanno eseguito numerose prestazioni, non tutte strettamente collegate con l’evento traumatico, con l’ingenua convinzione che l’assicurazione comunque paghi. Ricordate che nei confronti di un danno conseguente ad un evento traumatico deve essere rispettato il principio del nesso causale, del nesso temporale e della plausibilità. Es. Clinico: A.B. donna, anni 42. Trauma contusivo del volto con conseguente avulsione traumatica dell’incisivo centrale superiore sinistro. Recatasi del suo dentista di fiducia, oltre a far eseguire i trattamenti necessari a ripristinare il dente perduto, chiede al professionista di eseguire tutte le cure di cui aveva bisogno la sua bocca. Molto incautamente il Collega esegue quanto richiesto dalla paziente. Alla fine l’assicurazione ovviamente riconosce il danno conseguente al trauma. La paziente si dichiara di non essere in grado di sostenere le spese dovute per le cure non comprese nel risarcimento. Al Collega non resta altra strada, se ritiene che ne valga la pena, di un decreto ingiuntivo con la relativa assistenza legale.

     

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